Alethé di Federica Caglioni – Recensione

Nel mese di Ottobre ho letto pochi autori esordienti, ma ho voluto scoprire questa storia di un’autrice italiana, con una copertina fantastica, che sembrava rispecchiare esattamente i miei gusti.
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Trasferirsi in un’altra città non è semplice ma Kelia deve farlo se vuole sapere qualcosa sui genitori che non ha mai conosciuto. Sa che, qualunque cosa scoprirà su di loro, la sua vita non sarà più la stessa. Ciò a cui non è preparata è l’imprevedibile piega che prende la sua vita. Sono coincidenze o forse c’è qualcosa dietro ai misteriosi oggetti che compaiono dal nulla e agli strani sogni che minacciano di accadere davvero? Kelia si trova davanti a una scelta difficile: credersi pazza oppure fidarsi di Alex, uno sconosciuto che dice di sapere la verità. Quando scopre che anche la sua famiglia è coinvolta, non può fare altro che accettare una realtà ben più complessa e pericolosa di quanto si sarebbe mai aspettata. Sarà costretta a scegliere da che parte stare, ma ogni decisione ha un prezzo e quello che lei dovrà pagare sarà ben più alto di quanto avesse mai immaginato.

Kelia è la protagonista di questa storia, rimasta orfana ha vissuto con il nonno in Irlanda. La voglia e la curiosità di sapere di più sulla sua famiglia l’hanno sempre accompagnata in passato, finché non ha preso la decisione di partire per l’America e scoprirlo da sola.  Infatti, non conosce esattamente le motivazioni e gli avvenimenti che hanno portato alla morte i suoi genitori.

Sarebbe andata a vivere a casa della zia Rose per qualche mese, sua cugina si è trasferita al college lasciando la sua camera vuota.

E’ proprio in questa camera, Kelia scopre che tutto quello che è successo prima della sua nascita non era esattamente normale; inizia ad avere diversi incubi e visioni che riguardano angeli e avvenimenti sovrannaturali. Prova ad investigare, chiedendo aiuto alla zia, ma senza risultati. Sembra, infatti, che la sua famiglia non sappia niente, oppure, molto più probabile, faccia finta di non sapere nulla.

Già dal prologo la storia sembra interessante. Aleggia un enorme mistero che porta il lettore a continuare la lettura alla ricerca di qualcosa di più.

Kelia in questa nuova città deve farsi degli amici, fra questi uno dei personaggi che mi ha colpito maggiormente è stato Alex, si scontrano per sbaglio, ma per un caso del destino non possono separarsi. Sono legati l’uno all’altra e anche se sono nemici mortali entrambi riescono a fidarsi uno dell’altro e a sostenersi a vicenda. Alex rappresenta un po’ il grillo parlante della storia, cerca di aiutare Kelia a prendere la strada più giusta anche senza rivelarle troppo delle sua natura, ma non è così semplice e proprio quando Kelia decide di allontanarsi da Alex per aiutare un amico le cose si complicano!

Kelia non può fidarsi di nessuno, perché tutti in un modo o nell’altro non si sono rivelati chi dicevano di essere.

Devo dire che ultimamente riesco a scovare il segreto della storia già dalle prime pagine, ma Federica ha saputo prendermi in giro senza farmi scoprire fino alla fine tutti i misteri nascosti fra le righe.

Ho notato che in alcuni punti le descrizioni e i pensieri di Kelia sono molto fitti e questo ha rallentato un po’ la mia lettura. Ma in compenso la storia procede spedita e in ogni capitolo viene inserito un piccolo particolare, un oggetto e un tassello che aiutano a procedere nella lettura. La storia non si chiude con l’ultimo capitolo, mi sembra di capire che ci sarà un seguito perché la guerra degli angeli è appena iniziata!

Se siete dei lettori fantasy e vi piacciono gli angeli, non potete perdervi questa storia!

  • Consigli di lettura: Se amate le storie sugli angeli, non potete assolutamente perdervi questa avventura molto originale!

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Informazioni su Ale

Aspirante Ingegnere di 23 anni, "salsera" di notte, lettrice e blogger nel tempo libero che diminuisce esponenzialmente. Odio i canditi, la cannella e il cocco. Odio le persone poco precise e quelle perennemente in ritardo. Amo la puntualità e il silenzio, la Nutella e la Cheesecake. Scrivo per necessità, non sempre le parole riescono a stare dentro a lungo.