Nome in codice “Nefthe” di Gero Marino – Recensione

12193816_798230150287581_49145194023073827_nSiamo in un ipotetico futuro, precisamente nel 2034. Il nostro protagonista Max, un giovane ricercatore laureato in astrofisica, lavora nella stazione radioastronomica Falcon Zeta della città italiana di Massigallia.

Utilizza con i suoi colleghi un computer di ultima generazione dotato di intelligenza artificiale. Max ha il turno di notte, dorme di giorno e cerca di passare del tempo con la moglie e la sua bambina, per quanto gli è possibile.

Il suo compito nella stazione è quello di analizzare tutti i dati captati dal computer. Quest’ultimo ha la capacità di scandagliare l’universo intorno a noi.

Max, scopre che questo famoso computer non è del tutto normale. E’ così avanzato che riesce in qualche modo a collegarsi con l’operatore che ha di fronte. Capta le caratteristiche, i linguaggi e i comportamenti umani e cerca di riprodurli.

Pian piano, inizia a fidarsi del computer e delle sue scoperte, finché, una notte, da qualche segno di errore. Tutto lascia pensare che abbia ricevuto un messaggio dallo spazio.

Nefthe1Il nostro Max non sa se credere ai suoi occhi, anche nel 2034 ancora non è stata scoperta alcuna forma di vita al di fuori di quella sulla terra. Fare una scoperta del genere e renderla pubblica, genererebbe solo caos e paura.

Nel frattempo, effettua delle ricerche e riesce a dare un nome all’autrice del messaggio. E’ una regina e si chiama Nefthe. Ma da dove viene? Come fa a comunicare? Per Max sono tutte domande senza risposta. E’ curioso, e noi come lui, di sapere di più di questa popolazione dello spazio!

Non voglio rivelarvi di più! Vi dico che è stato bello scoprire, secondo l’idea dell’autore, quali sono le caratteristiche che potrebbe avere un pianeta extraterrestre diverso dal nostro. Ci sono regole diverse, modi di vivere che forse potrebbero essere migliori dei nostri.

Ho adorato la figlioletta di Max e tutta la sua famiglia. Max è un anti-conformista, combatte ironicamente i pensieri chiusi e bigotti della religione del nostro tempo, alla quale è costretto a sottostare per i suoi genitori e per quelli della moglie.

Mi sono piaciuti i riferimenti alla politica e la società odierna, che a quanto pare non riescono a migliorare nemmeno in un possibile futuro.

Vi invito e vi consiglio di scoprire qualcosa di più sul mondo di Nefthe, rappresenta quasi un mondo utopico dove tutto funziona come dovrebbe o come sarebbe logico che funzionasse anche nel nostro mondo.

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Le citazioni di questo libro: Citazioni ed Estratto

Dello stesso autore: Stanza 19 e Il manoscritto di Jonathan Merris

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