Le uscite di oggi: Fabbri, Giunti e Feltrinelli

Per Giunti “Il libro del male” di James Oswald

nel-nome-del-male- (1)Nei sotterranei di un’antica dimora nel cuore di Edimburgo viene rinvenuto il cadavere di una ragazza, rimasto nascosto per sessant’anni all’interno di una cripta. Incaricato delle indagini, l’ispettore McLean, spirito libero e cocciuto, non può immaginare la scena che si troverà di fronte: un corpo straziato in un contesto che ha tutta l’aria di un cerimoniale. Per gli alti vertici della polizia questo cold case non è certo una priorità, ma McLean è ossessionato dal macabro rituale con cui è stata seviziata la vittima e non riesce proprio a girare al largo. Intanto Edimburgo è sconvolta dal brutale assassinio di un vecchio banchiere, seguito da una catena di altri omicidi di uomini in vista: tutti ricchi e potenti. Tutti sventrati con lo stesso rito cruento. Possibile che si tratti solo di coincidenze? Qual è il filo rosso che lega gli omicidi tra loro? E quale mente perversa può congegnare un simile orrore?

Per Fabbri “Stai con me in ogni” respiro di Jay mcLean

McLean_Stai con me_300dpiChloe ha un piano per il futuro, e solo un piano: seguire la sua strada. Ha fatto una promessa a se stessa: non lasciare entrare nessuno nel suo mondo, e non donare a nessuno il suo amore. Ha imparato nel modo più duro che cosa succede se si infrangono queste regole. Quindi lei si è focalizzata sul suo essere invisibile e in attesa fino a quando potrà intraprendere la strada e seguire il suo sogno di libertà, almeno per un pò. Blake Hunter è una star del basket che ha tutto. Tutto di lui sembra perfetto per quelli che sono al di là dei muri che ha eretto. Lui non può permettere a nessuno di vedere i pezzi in frantumi che si trovano dietro la facciata perfetta che ha costruito, altrimenti tutte le sue speranze ed i sogni scompariranno. Una notte buia unisce Chloe e Blake, cambiando tutto per Blake. Per Chloe, non cambia nulla: lei ha la sua strada ed è focalizzata su di essa. Ma quando il cosiddetto ragazzo perfetto inizia a notare la ragazza invisibile, insieme scoprono che a volte con l’amore, non si sa dove la strada può portare.

Per Feltrinelli “Nel blu tra il cielo e il mare” di Susan Abulhawa

5964898_344375Il romanzo si apre con una voce narrante, quella di Khaled, bambino di dieci anni la cui morte è vicina. Prima di entrare definitivamente nel blu, lo spazio­tempo degli spiriti, racconta la sua storia e quella delle donne della sua famiglia. Una storia che si apre molti anni prima, a Beit Daras, sulla via diretta che dalla Palestina conduce verso il Cairo. Lì vivono Umm Mamdouh con le figlie Nazmiyeh e Mariam e il figlio Mamdouh. La donna è tristemente nota nella zona per non avere un marito e temuta per il suo essere in connessione col mondo degli spiriti. Poi il disastro, è il 1948, l’anno della Nakbah, e la famiglia, cacciata dal paesino dai bombardamenti israeliani, subisce le prime perdite: Mariam è uccisa, Nazmiyeh stuprata e Mamdouh ferito gravemente a una gamba. La madre scatena il djinn contro gli invasori, uccidendone molti prima di soccombere a sua volta. Per i sopravvissuti comincia la dura esistenza di profughi: Mamdouh si trasferisce all’estero in cerca di fortuna e finisce negli Usa con la moglie. Ha un figlio che morirà giovane, dopo aver rinnegato le sue origini arabe, e che gli lascerà un’amatissima nipotina, Nur. Nazmiyeh scopre di essere incinta e sa che il figlio è frutto dello stupro: con il sostegno del marito decide di tenerlo (Mazen diventerà un leader della lotta palestinese, torturato e incarcerato per oltre vent’anni); col tempo arrivano altri nove figli tra cui l’unica femmina Alwan, a sua volta l’erede della speciale capacità di sentire e vedere i djinn della famiglia.

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Informazioni su Ale

Aspirante Ingegnere di 23 anni, "salsera" di notte, lettrice e blogger nel tempo libero che diminuisce esponenzialmente. Odio i canditi, la cannella e il cocco. Odio le persone poco precise e quelle perennemente in ritardo. Amo la puntualità e il silenzio, la Nutella e la Cheesecake. Scrivo per necessità, non sempre le parole riescono a stare dentro a lungo.

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