La fabbrica delle meraviglie di Sharon Cameron – Recensione

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Mondadori – Pagine: 312 – € 17,00 – Narrativa per ragazzi – 27 Gennaio 2015

Una storia ambientata in una tenuta grandissima, piena di stanze impolverate e costruita sopra una galleria. Non è forse il sogno di tutti poter attraversare i corridoi alla ricerca dei segreti celati in quelle stanze?

Sarebbe bello scoprire le storie che tutta quella polvere può raccontare. Porte chiuse a chiave, gli ululati provenienti dalle finestre, ciocche di capelli nei cassetti e un armadio pieno di vestiti stupendi. La protagonista Katherine è all’oscuro ti tutto, ma verrà trasportata in un mondo particolare, proprio come Alice nel momento in cui segue il coniglio e salta nel buco.

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Katherine ha solo 17 anni, ma sembra più matura per la sua età, forse è il contesto storico e sociale in cui vive che la fa sembra più grande agli occhi moderni di chi legge.

La storia inizia nella Londra Vittoriana, Katherine vive con Zia Alice e suo cugino Robert “Il Grasso”, ma non per scelta. In casa, si occupa della contabilità della zia e dell’eredità di suo cugino, diretto erede della famiglia Tulman. E’ proprio a causa di questa eredità che zia Alice decide di inviare Katherine a controllare il denaro Tulman che si trova ancora sotto il controllo dello zio, fratello maggiore della famiglia, che non viene proprio considerato sano di mente, ma solo dimostrandolo con certezza zia Alice può avere accesso all’eredità di suo figlio.

“Credo che tuo zio Tulman abbia perso il suo equilibrio mentale.”

IMG_20150318_171311Cosa ha di particolare Zio Tulman? E’ davvero pazzo o no?

Quello che aspetta Katherine alla tenuta Stranwyne non è del tutto nella norma, si ritrova in un posto in cui tutto funziona in modo diverso dal mondo normale, pare che zio Tulman abbia dato vitto, alloggio e lavoro a tutte le persone che popolano i borghi vicino alla tenuta. Gli abitanti di Stranwyne lavorano in tutti i modi possibili affichè gli esperimenti e le invenzioni della fabbrica dello Zio possa dare i suoi frutti.

Ma Zio Tulman non è uno scienziato normale, anzi non userei proprio il termine normale per descriverlo, è un uomo geniale, capace di creare cose straordinarie che esistono nella sua testa. Ma per Katherine e per tutto il mondo esterno è troppo difficile affrontare questa realtà. Dovrà capire il punto di vista della Signora Jefferies, che farà di tutto per proteggere Stranwyne dalle grinfie di zia Alice, ma anche ascoltare la dolce Mary che nel suo piccolo è capace di grandi cose. Qualcuno proverà a scoraggiarla, avrà bisogno di molte riflessioni per capire quali sono le cose importanti. Ci riuscirà?

Sembra che la nonna Marianna abbia abbandonato tutti dopo la sua morte.

Ma Marianna non lascia mai niente al caso.

Consigli di lettura: Libro per un sognatore, per chi immagina e sogna ancora come un bambino. 

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Informazioni su alesdap

Aspirante Ingegnere di 24 anni, lettrice e blogger nel tempo libero che diminuisce esponenzialmente. Odio i canditi, la cannella e il cocco. Odio le persone poco precise e quelle perennemente in ritardo. Amo la puntualità e il silenzio, la Nutella e la Cheesecake. Scrivo per necessità, non sempre le parole riescono a stare dentro a lungo.

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  • Claudia Io

    io ho letto questo libro, sull’onda dei vari commenti positivi….. eppure non mi ha entusiasmata, anzi ho fatto fatica a finirlo parte i capitoli iniziali e quelli finali il resto gli ho trovati un po noiosi ^_____^

  • Giulia Anna Gallo

    Avevo iniziato a leggerlo qualche settimana fa e non era riuscito a coinvolgermi, perciò mi sono fermata ai primi capitoli, però continuo a leggere recensioni positive. Devo dargli una seconda chance?

    • Direi di si *-* Deve essere letto con gli occhi di un bambino ma con la consapevolezza di un aduto. La storia in sè non è molto intricata, la cosa che mi ha colpito è stato il rapporto che tutti hanno con lo zio Tully, lo considerano un bambino che vuole fare tutto a modo suo, ma se viene preso con “le buone”, si fa guidare attraverso il mondo sociale che non riesce a comprendere. Spesso le persone più geniali non sono quelle che sembrano le più intelligenti. 🙂

    • Giulia Anna Gallo

      Allora ci riprovo, dài 😛