Fire. Noi siamo il fuoco di Dorotea De Spirito – Recensione

Ciao a tutti! Oggi vi parlo di un distopico/Young Adult tutto italiano. Si, perché al contrario di quello che si pensa ci sono degli autori italiani che si stanno avvicinando su questo genere!

Quello di oggi è un romanzo edito dalla casa editrice Fanucci e scritto dalla giovanissima autrice Dorotea De Spirito.

Il libro è ambientato in una città immaginaria che è risorta dopo la guerra che ha distrutto tutto il mondo. Questa nuova città si chiama Technè, un nome che richiama molto le sue caratteristiche tecnologiche. Essa è infatti regolata e controllata dalla tecnologia. In questo modo si ha maggior controllo su tutto e su tutti.

Ho adorato questo particolare, sono una di quelle persone che si emoziona quando scopre le novità hitech! Mi sarebbe piaciuto che l’autrice fosse scesa maggiormente nei particolari del funzionamento, ma capisco che non era l’intento principale!

Ritornando alla storia, la città ha una società super organizzata con a capo il cosidetto Guardiano, che regola le tre classi sociali che dividono la città. La classe Aurea, di cui fanno parte i Sapienti, Argentea, con i Guerrieri e Bronzea, con gli Artigiani.

Però per una città come Techné, in cui tutto deve essere perfetto e funzionale, affidare l’ordine e il comando totale agli uomini è diventato pericoloso. Quest’ultimi sono offuscati dai sentimenti, dalle emozioni e dalle decisioni dettate dal cuore e non sempre dalla ragione.

Tutte queste caratteristiche umane vengono definite PAZZIE a Techné. E’ assolutamente vietato alimentare questi comportamenti e questi istinti con ogni forma d’arte, come la musica, i libri, le poesie o i dipinti.

La protagonista di questa storia è Karis, la figliastra del Guardiano della città.

Pur conoscendo perfettamente il funzionamento della società, non è proprio convinta delle regole a cui sono constretti a sottostare. Spesso si trova in contraddizione con quello che le viene insegnato a scuola.

Tutta la popolazione viene controllata, in modo tale che nessuno possa cadere in errore. E per farlo vengono utilizzati dei sensori che controllano gli sbalzi dell’umore percependo l’accelerazione delle pulsazioni del cuore di ogni abitante.

Naturalmente Karis deve evitare che qualcuno si possa accorgere delle sue mancanze. E non è così facile dal momento che cercare di nascondere tutto quello che prova diventa ogni giorno più difficile. Proprio quando cerca di venire a capo a queste sue considerazioni, incontra Sun, un ragazzo con gli occhi blu, che sembra capire e condividere esattamente la sua diversità, anche lui percepisce qualcosa di strano nei metodi utilizzati dal governo.

In questa storia troverete di tutto, tecnologia e città immaginarie, amore, passione e sentimenti.

Cosa manca? Mancano le emozioni che trasportano il lettore ad andare avanti ed a leggere di più. Manca la suspance, quella che ti tiene attaccata alle pagine.

La storia ha diverse potenzialità, la trama e i personaggi hanno le basi per spiccare, però è come se la storia non raggiungesse mai il culmine, rimane sempre statica.

Al contrario il messaggio che la scrittrice ha voluto trasmettere mi è piaciuto molto, tratta degli argomenti importati e non mancano i punti dei riflessione! Per quanto l’ordine, le regole e le leggi siano essenziali alla vita, non si può vivere senza emozioni.

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