Egoland – Un estratto a caso

“Basta davvero un attimo, no?”
“Per fare cosa, dottoressa?”

“Perché i nostri schemi emotivi e mentali, da cui l’inconscio si sente protetto e che consideriamo i confini della nostra identità, si rivelino in realtà dei limiti. […] In effetti, dottoressa: possibile che non mi fossi mai nemmeno accorta che, a tre passi da casa, esiste un posto che si chiama Casa del Ricamo? E che esistono riviste specializzate di punto croce, dibattiti in internet, scuole di pensiero?”

“Allo stesso modo, chi non ha niente a che fare con la letteratura potrebbe stupirsi delle recensioni, delle classifiche dei libri più venduti, delle faide editoriali di cui mi parla lei…”
“Cose che invece per me sono pane quotidiano. Sono il mio mondo.”
“E mentre lei si rifugia nel suo mondo, il resto del mondo dove va a finire?”

“…Sa, avevo scritto un racconto, qualche anno fa. Non l’ho mai pubblicato però.”
“E?”
“Si intitolava Egoland. Parlava di una città dove ognuno vive in palazzo rosso, blu, verde, comunque di un colore solo: ed è convinto sia l’unico possibile e immaginabile… Strano, no?”
“Cosa?”
“Era un rcconto sul pericolo del conformismo, delle ideologie. Io, al contrario degli abitanti di Egoland, mi sentivo libera, aperta e indipendente. Invece.”

“Invece?”
“Invece mi sa che ci abito pure io.”
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Informazioni su Ale

Aspirante Ingegnere di 24 anni, lettrice e blogger nel tempo libero che diminuisce esponenzialmente. Odio i canditi, la cannella e il cocco. Odio le persone poco precise e quelle perennemente in ritardo. Amo la puntualità e il silenzio, la Nutella e la Cheesecake. Scrivo per necessità, non sempre le parole riescono a stare dentro a lungo.

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